Ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento
In qualsiasi situazione di apprendimento intervengono emozioni e pensieri che possono influire positivamente o negativamente sui risultati finali delle prestazioni scolastiche e sulla modalità di reagire agli insuccessi. E’ fondamentale perciò capire qual è il ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento.
In questo articolo spiegherò qual è la relazione che vi è tra queste componenti: emozioni pensieri e apprendimento partendo dai bambini con disturbi dell’apprendimento.
Ruolo di emozioni e pensieri nei bambini con disturbi dell’apprendimento
I bambini con Disturbo dell’Apprendimento, rispetto ai loro compagni
spesso hanno un concetto di sé più negativo.
Provano più ansia e tendono ad abbandonare il compito alle prime difficoltà.
Questo dipende da diversi fattori tra cui quello riguardante le cosiddette “auto-attribuzioni”.
Il ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento : Cosa sono le auto-attribuzioni?
In questo paragrafo parlerò del ruolo delle emozioni e dei pensieri nell’apprendimento illustrando quelle che vengono definite le autoattribuzioni. Le autoattribuzioni sono semplicemente delle spiegazioni che ognuno si da per i propri risultati.
Queste autoattribuzioni si possono distinguere in
- “interne” (ad esempio “mi sono impegnato”),
- “esterne” (ad esempio “ il compito era difficile”),
- “stabili” (ad esempio “sono bravo/a”)
- “instabili” (ad esempio “sono sfortunato”).
I bambini imparano fin da piccoli a dare delle spiegazioni ai propri successi e insuccessi.
Con il passare del tempo si sviluppa un modo tipico di reagire di fronte a un buon risultato o a un fallimento.
Si sviluppa cioè un particolare modo di spiegare perché si riesce oppure no.
Si stabilisce cosi nel tempo una relazione tra emozioni pensieri e apprendimento. Il ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento inizia a concretizzarsi così .
Ogni tipologia di spiegazione che ci si dà di fronte ad un successo o un insuccesso ha delle ricadute importanti.
In primo luogo ha delle ricadute sulle modalità di reagire alle frustrazioni e determina anche la determinazione e il tipo di approccio allo studio.
Nel prossimo paragrafo ne spiegherò il motivo.
Cosa può’ succedere se si ritiene di “non essere portato” o di non avere sufficienti abilità?
In questo paragrafo illustrerò un caso in cui il ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento può avere conseguenze negative in vari ambiti di vita.
Cosa può succedere se si ritiene di ” Non essere portato” o di non avere abbastanza abilità per fronteggiare un compito?
Questo pensiero spesso si sviluppa perché si sono sperimentati numerosi insuccessi che sono stati attribuiti ad una mancanza stabile di abilità.
In questo caso, come in tutte le profezie che si autoavverano, si andranno a cercare delle conferme all’ opinione di non essere bravo e si impiegheranno poche risorse nel compito, nella convinzione di non poter riuscire.
Questo ritiro dell’impegno può avere come conseguenza l’ottenere veramente degli insuccessi che finiranno per confermare l’attribuzione di non avere abilità.
Ogni successo invece verrà attribuito a cause esterne (ad esempio “sono stato aiutato”, “il compito era facile”)
e pertanto non aiuterà a rafforzare l’autostima,
né modificherà la convinzione di non essere portato.
Ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento: Come si agisce?
Possiamo modificare il ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento a nostro favore.
Nel caso dei bambini possiamo aiutarli a sperimentare dei piccoli successi e vederli come risultati del proprio impegno.
Questo e’ il primo passo per modificare delle convinzioni negative.
In un percorso di trattamento si punta a mettere in evidenza il ruolo di emozioni e pensieri nell’apprendimento e a modificare le credenze negative.
Si aiutano i bambini a sperimentare dei piccoli successi e a vedere nell’impegno strategico la più importante risorsa per ottenere buoni risultati.
In questo articolo approfondisco
l’ Immagine di sè nei bambini con Disturbo dell Apprendimento
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